L’ingrediente segreto nella ricetta dei Serious Games

Scopri qual è la competenza innata che permette ai giochi seri di avere successo con persone di qualsiasi cultura, latitudine, background.

April 26, 2024
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4 min read
a person holding a dixit card close to a table with lego bricks

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Spesso le organizzazioni con cui lavoriamo ci chiedono se servono competenze particolari per poter partecipare a un workshop che utilizza i giochi seri. La risposta solitamente è che no, non servono competenze specifiche, se non la disponibilità a portare il proprio punto di vista, esperienze e vissuto a servizio della sfida comune.

Ad essere sinceri però, una capacità fondamentale esiste, ma in centinaia di esperienze fatte in organizzazioni di tutto il mondo non è mai stato necessario esplicitarla, perché di fatto è innata in tutti gli esseri umani, a prescindere dalla loro provenienza o background. E’ la capacità naturale delle persone di creare e raccontare storie.Abbiamo già esplorato in un altro articolo che cosa sono i giochi seri e perché sono così potenti nel trasformare il modo in cui impariamo, collaboriamo e prendiamo decisioni complesse. Qui facciamo un affondo su uno degli ingredienti fondamentali alla base del loro successo: l’uso della narrazione. E sui vantaggi di utilizzarla in modo strutturato in risposta a sfide lavorative.

Perché l’uso delle storie è così potente?

Gli esseri umani sono narratori naturali grazie a una combinazione di fattori cognitivi, sociali ed evolutivi che hanno plasmato la nostra capacità di comunicare e dare senso al mondo, oltre che di esplorare i nostri pensieri, emozioni e identità.

L’esperienza primordiale di conoscere i pericoli e la meraviglia del mondo attraverso i racconti degli anziani attorno al fuoco, ha impresso nel nostro DNA un calore e una saggezza che si riattivano ogni volta che ci avviciniamo gli uni agli altri per ascoltare e condividere le nostre storie. E’ l’istinto che ci lega a familiari e amici mentre intrecciamo cibo e racconti di quotidianità. E’ ciò che è capace di unirci a prescindere da differenze e distanza, quando in gioco c’è la vita di un’organizzazione, o di un’intera comunità.

A distanza di un milione di anni, le storie continuano ad essere il modo in cui impariamo a muoverci nel mondo, attraversarne i misteri e a trasmettere il cuore della nostra esperienza a quelli che verranno, affinché una storia più grande possa continuare.

Data la complessità del mondo attuale, il loro potere è valido in tutti i contesti, compresi quelli lavorativi. Pensate ad esempio quanto cambia la vostra percezione del possibile quando invece di essere costretti a scorrere slide interminabili su teorie di change management, vi viene chiesto di raccontare delle storie su esperienze di cambiamenti che ritenete di successo. Avete presente?

Di fatto molte organizzazioni hanno già iniziato a riconoscere che l’uso delle storie non è un diversivo facoltativo, ma un fattore competitivo rilevante nel navigare cambiamenti, anticipare il futuro e prepararsi ad affrontare sfide complesse.


Storie di vita vissuta

Vuoi un esempio pratico di aziende che hanno applicato con successo la narrazione e l’utilizzo dei giochi seri alle proprie sfide?Guarda “Un essere vivo. Una storia di Cocoon Pro con Leroy Merlin.”, il video-racconto di come abbiamo aiutato un gruppo di individui a diventare un team e co-creare l’identità di un nuovo punto vendita, condividendo i primi passi e la gestione delle priorità in un contesto di forte complessità e cambiamento.


Le storie nei giochi seri

Studi all’intersezione tra scienze cognitive, complessità e management hanno da tempo dimostrato che il ricorso appropriato all’uso di storytelling (condivisione di storie su fatti accaduti) e storymaking (generazione di nuove storie) in contesti lavorativi può portare numerosi benefici, che spaziano dal benessere delle persone alla performance organizzativa. Ad esempio:

  • Maggiore comprensione di cambiamenti e dinamiche complesse da parte delle persone.
  • Accresciuto senso di appartenenza da parte di colleghi, clienti o stakeholder.
  • Maggiore capacità di elaborare scenari e soluzioni creative, che potrebbero non essere immediatamente evidenti attraverso il solo uso di dati o statistiche.
  • Emersione di prospettive multiple che aiutano le persone a considerare una gamma più ampia di possibilità e a comprendere le implicazioni delle decisioni da prendere.
  • Maggiore connessione emotiva, collaborazione e riduzione dei conflitti, grazie a una migliore comprensione dei vissuti e punti di vista dei colleghi.
  • Migliore capacità di cogliere le diversità e sviluppare sensibilità interculturale, aspetto fondamentale in un ambiente di lavoro sempre più globale.

Se il ricorso alle storie presenta dunque vantaggi innegabili, abilitarle al meglio per fini lavorativi non è però così scontato come scambiarsi aneddoti alla macchinetta del caffè. Come si fa dunque ad aiutare le persone ad evocare le proprie storie più significative e poi a condividerle e a dargli un senso all’interno di una sfida comune?

Un uso sapiente dei giochi seri è la risposta che può fare tutta la differenza nei risultati che possiamo ottenere.

I giochi seri sono infatti strumenti che abilitano il potere delle storie in modo esponenziale, amplificandone gli effetti. Questo perché creano uno spazio sicuro dove sia possibile per le persone aprirsi, condividere, trasformare le storie che raccontano, sollecitando tutti i sensi e tutte le nostre modalità cognitive, ben oltre la sola razionalità.

E’ in questo modo che i racconti possono essere meglio messi a fuoco, ricordati e utilizzati con efficacia per trasformare il lavoro quotidiano.


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