C’era una volta LEGO Serious Play: le origini di un gioco serio che continua a fare storia.

Come è nata la metodologia che aiuta team e organizzazioni ad affrontare sfide attingendo al sapere collettivo e le opportunità aperte per partecipare alla sua evoluzione.

April 26, 2024
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An old school toy in wood, with the shape of a duck.

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Immagina di essere l’amministratore delegato di un’azienda familiare, leader indiscussa del proprio mercato. Tutto funziona per il meglio, finché l’ingresso inatteso di nuovi player spiazza completamente ogni strategia disponibile. Per restare rilevanti diventa urgente crearne una nuova, il più innovativa possibile. Che cosa ti inventi?

Questo è il dilemma che si è trovato ad affrontare, verso la fine degli anni 80, Kjeld Kirk Kristiansen, allora presidente e CEO di LEGO Group. Attrezzarsi per rispondere a questa sfida è stato il seme che darà origine, pochi anni dopo, a una metodologia per elaborare soluzioni concrete a problemi reali tra le più diffuse e amate al mondo: LEGO® SERIOUS PLAY®.

In questo articolo ripercorriamo brevemente le tappe chiave che hanno portato al suo sviluppo e le opportunità che si aprono oggi per chiunque voglia approfondire come utilizzarla nel proprio contesto di riferimento.

La sfida dell’edutainment e il fallimento della consulenza tradizionale

Anche se le costruzioni non fanno per te, è molto probabile che il marchio LEGO ti sia familiare. Seconda solo a Google in quanto a notorietà, LEGO Group è una delle aziende più famose al mondo grazie ai suoi iconici mattoncini. La sua evoluzione, da azienda familiare produttrice di giocattoli in legno a leader mondiale di settore, non è stata però esente da momenti di crisi e sterzate repentine. La più significativa si presenta alla fine degli anni 80, quando il nascente mercato dell’edutaiment, con l’arrivo dei videogames, minaccia di ridurre seriamente il suo principale mercato: quello dei materiali di gioco da costruzione.

Per salvare un’azienda storica, tramandata di padre in figlio e già arrivata alla terza generazione, il proprietario del LEGO Group, Kjeld Kirk Kristiansen, si rese conto che l’azienda avrebbe dovuto cambiare quasi tutto, preservando però i suoi valori fondamentali, riassunti nel nome stesso del brand. In danese “LEGO” è infatti l’acronimo di “Leg Godt”, ovvero “gioca bene” e giocare bene per loro era imprescindibilmente legato all’uso delle mani.

Il ricorso a consulenti esterni, scelta fatta in prima battuta per navigare questa enorme sfida, si rivelò presto fallimentare, in particolare per due motivi. Il primo: per quanto esperti della propria materia, i consulenti non conoscevano il prodotto e i suoi punti di forza così bene come le persone che lavoravano in azienda. Quindi nei loro consigli mancavano i dettagli di fatto più strategici. Il secondo aspetto aveva a che fare con il mezzo scelto per veicolare i loro suggerimenti: lunghi report che, per quanto interessanti, restavano a fare polvere sulla scrivania delle persone, che nel frattempo continuavano a lavorare come prima, non riuscendo a seguire le indicazioni di qualcosa che non avevano contribuito a creare.

I giochi seri applicati al management: l’avvio di una nuova opportunità

All’inizio del 1996 Kristiansen si rivolge all’Institut for Management Development (IMD) di Losanna, dove due professori, Johan Roos e Bart Victor, stavano studiando il concetto di “serious play” per creare sistemi di pianificazione strategica alternativi. Si crea così una task force incaricata di progettare e condurre un programma di strategia per i 300 manager più importanti della LEGO Company.

“Abbiamo più o meno costretto i manager LEGO ad abbandonare le loro presentazioni visive bidimensionali di testi, grafici e numeri, utilizzando lavagne a fogli mobili, lavagne luminose, diapositive, fogli di calcolo e simili (leggi: cambiare il vincolo del medium). Inoltre, invece di stare seduti (fermi) su sedie in atri e sale di gruppo con occasionali viaggi verso la lavagna a fogli mobili o lo schermo bianco, li abbiamo incoraggiati a usare i mattoncini nello stesso modo giocoso in cui invitavano i bambini a usarli (leggi: cambiare il vincolo della modalità).”

J. Roos e B. Victor, in International Journal of management and Applied Research, 2018

Proprio come il messaggio di LEGO Group invitava i bambini a “costruire i propri sogni”, ci si stava rendendo conto che, allo stesso modo, si poteva chiedere agli adulti di costruire la propria visione di quella che poteva essere la futura strategia.

Questa esperienza si rivelò seminale per la nascita di quella che poco dopo diventerà la metodologia LEGO® SERIOUS PLAY®.

Il rilascio in open source e l’evoluzione delle modalità di applicazione

Nonostante la genesi appena raccontata, LEGO Group non fu coinvolta nello sviluppo di LSP, piuttosto è stata una delle aziende nelle quali la metodologia è stata utilizzata come strumento di ricerca e sviluppo. In prospettiva, si trattò di fatto più di uno sviluppo metodologico e accademico che dello sviluppo di un business, che non riuscì mai a decollare.

Lo sviluppo di LSP, all’inizio, fu infatti preso sotto la supervisione di un’azienda chiamata Executive Discovery LLC, di proprietà di Kjeld Kirk Kristiansen. Executive Discovery organizzò gli eventi di formazione per i facilitatori in USA e in Danimarca e gestì tutti i diritti di proprietà intellettuale per il nome LEGO® SERIOUS PLAY® fino al 2004. Tuttavia l’azienda fu chiusa nel 2004 per difficoltà nel rendere il business sostenibile e i diritti vennero rilevati da LEGO Group, che tra il 2005 e il 2008 cercò in tutti i modi di costituire una Business Unit profittevole basata su un modello a licenza, ma senza successo.

Alla fine conclusero che questo filone di lavoro, per quanto appassionante, non era abbastanza interessante in termini economici, né coerente con il loro core business (che consiste nel produrre e vendere mattoncini) e di conseguenza la Business Unit di LEGO Group dedicata a LSP venne chiusa e nel 2010 il nucleo metodologico venne rilasciato nella versione Open Source sotto licenza Creative Commons.

L’uso delle mani per il sensemaking, lo sviluppo di conoscenza, le decisioni e l’allineamento tra persone diverse, attraverso modelli costruiti con i mattoncini e storie che li raccontano, di fatto può essere strutturato in molti modi diversi.

Il rilascio del concetto metodologico in Open Source da parte di LEGO Group ha favorito la nascita di una community globale interessata alla metodologia e gruppi diversi nel mondo hanno sviluppato diverse modalità di applicazione, a volte chiamate tecniche di applicazione.

Tra tutte, la versione proposta dal Global Serious Game Institute è al contempo la metodologia applicativa più ampia e quella più aggiornata esistente al momento. E’ la versione SYSTEM di LEGO® SERIOUS PLAY®


Se pensi tutto questo abbia valore per te, ti aspettiamo nel prossimo training per diventare un facilitatore LEGO® SERIOUS PLAY® certificato dal Global Serious Games Institute.

I posti sono limitati, non esitare e salta a bordo! Puoi approfondire a questo link o contattarci all’indirizzo experience@cocoon-pro.com per ulteriori dettagli o domande.


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